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Depurazione acque reflue con carbone attivo
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Si parla spesso di inquinamento ambientale, ribadendo l’importanza di porre dei rimedi a un fenomeno che ha raggiunto dimensioni e conseguenze allarmanti. Uno dei tanti esempi da cui attingere è quello legato allo stato delle acque reflue. Come riferito dal Rapporto di Legambiente, infatti, lo stato dei “corpi idrici sotterranei il quadro è abbastanza positivo, con il 74% in un buono stato chimico e l’89% in buono stato quantitativo, non lo è altrettanto per quelli superficiali che solo per il 38% presentano un buono stato chimico e per il 40% un buono stato o un buon potenziale ecologico”.
Questo significa che la maggior parte dei corpi idrici superficiali (laghi, fiumi, bacini artificiali, torrenti, canali e acque costiere) non è in un buono stato chimico e quantitativo. Il motivo? Le cause sono diverse e spesso correlate tra loro, ma è indubbio il fenomeno dell’inquinamento delle acque reflue.
La gestione dei tensioattivi nelle acque reflue
Quando si parla di acque reflue si fa riferimento alle acque di scarico utilizzate nelle attività umane, sia esse domestiche che agricole o industriali. Si tratta quindi di acque che contengono sostante, organiche e inorganiche, potenzialmente nocive sia per la salute dell’uomo che dell’ambiente. Per questo motivo la depurazione delle acque reflue industriali è oggetto del Decreto Legislativo 152 del 3 aprile 2006 sulle “Norme in materia ambientale” che stabilisce i limiti degli scarichi per ogni attività industriale.
Uno dei pericoli maggiori nelle acque reflue è dato dai cosiddetti tensioattivi, ovvero delle sostanze (di origine naturale o chimica), ampiamente diffusi sia nei cosmetici che nei farmaci ma anche e soprattutto nei detergenti. Soprattutto nei prodotti di pulizia i tensioattivi sono preziosi alleati per la rimozione dello sporco, per migliorare la capacità dell’acqua di bagnare e penetrare nei tessuti, per dissolvere i batteri e per riuscire a creare molta schiuma.
Di contro, soprattutto se usati in enormi quantità, i possono provocare danni all’ambiente, motivo per cui devono essere depurati.
La depurazione delle acque industriali con i carboni attivi
A livello industriale, quindi, i tensioattivi sono indispensabili per migliorare l’efficienza di alcuni processi produttivi, ma se non correttamente gestiti contribuiscono all’inquinamento idrico delle acque. Per questo la legge impone, in base al tipo di attività svolta, l’utilizzo di un impianto di depurazione per il trattamento delle acque reflue. Un impianto che contribuisca a ridurre la quantità di inquinanti rilasciati nell’ambiente.
In questo senso i carboni attivi, grazie alle loro capacità di adsorbimento, si rivelano straordinariamente utili ed efficienti per il trattamento delle acque reflue industriali. A beneficiare delle proprietà dei carboni attivi per la depurazione delle acque reflue sono, tra gli altri, le aziende meccaniche di lavorazione dei metalli, i laboratori orafi, le aziende tessili, le serre, i laboratori di analisi, gli autolavaggi, lavanderie e lavasecco e gli impianti di trattamento delle acque.
Tra i prodotti utili per la rimozione dei tensioattivi (e non solo) nelle acque reflue proponiamo il carbone attivo MEACARB WTP (ideale per il trattamento delle acque industriali e di scarico), il carbone attivo MEACARB WT (ottimo per la rimozione di composti organici, aromatici e clorurati) e il carbone attivo MEACARB WTL (indicato per la rimozione di composti organici e oli). Per richieste particolari e personalizzate alla tua attività professionale e industriale puoi contattarci per individuare il prodotto e l’applicazione più efficace.










