Impianti di recupero dei solventi

Gli impianti di recupero dei solventi a carbone attivo

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Abbiamo già avuto modo di porre l’attenzione sui rischi legati all’esposizione ai solventi (e in modo particolare a quelli organici volatili, SOV) tipica in diversi luoghi di lavoro. In quell’approfondimento abbiamo sottolineato come i carboni attivi si rivelino indispensabili per la rimozione dei solventi in modo da perseguire sia la tutela della salute dei dipendenti che la riduzione dell’inquinamento ambientale.

Una realtà parallela all’impiego dei solventi è quello legata al loro recupero, un’attività per la quale sempre i carboni attivi si rivelano indispensabili. Spieghiamo meglio cosa sono gli impianti di recupero dei solventi e qual è il ruolo, fondamentale, dei carboni attivi.

Perché un impianto di questo tipo

Gli impianti di recupero dei solventi sono unità tecnologiche destinate alla depurazione di emissioni gassose contenenti solventi. Questi impianti svolgono una duplice azione: da una parte eliminano gli inquinanti presenti nelle emissioni, dall’altra consentono di recuperarli tramite apposita generazione. Questo duplice scopo è possibile sempre grazie alle caratteristiche e alle proprietà dei carboni attivi. Questi, infatti, tramite le proprietà di adsorbimento consentono di catturare le sostanze inquinanti presenti nelle emissioni e, allo stesso tempo, permettere di recuperare quanto altrimenti andrebbe disperso.

Questo significa un grande beneficio ambientale, ma anche economico per le aziende che si dotano di impianti di recupero solventi che possono quindi riutilizzare e reimmettere nel ciclo produttivo queste sostanze.

Come funzionano gli impianti per il recupero dei solventi

Il funzionamento di un impianto di recupero dei solventi si caratterizza per quattro differenti fasi:

  • Adsorbimento del solvente;
  • Desorbimento del solvente;
  • Condensazione del solvente;
  • Recupero del solvente.

Nella prima fase i carboni attivi consentono di estrarre il solvente da flussi gassosi. Questo è possibile tramite un primo processo di filtrazione che cattura i gas e li orienta verso le celle dove sono presenti i carboni attivi in modo che questi possano catturare i solventi. A questo punto le sostanze vengono sottoposte a desorbimento tramite l’utilizzo del vapore. Quando il filtro ha una ridotta capacità depurativa (e raggiunge quindi un certo grado di saturazione) si avvia un processo di rigenerazione tramite la pulizia attraverso il vapore che desorbe i solventi presenti nei carboni attivi.

La fase successiva prevede il recupero del solvente dall’acqua tramite condensazione e separazione fisica: il gas, tramite un apposito scambiatore, viene condensato in modo che il liquido possa poi essere portato a un separatore delle due fasi acqua e solvente. Il processo sottostante il funzionamento degli impianti di recupero dei solventi grazie al ruolo dei carboni attivi assicura un’elevata efficienza, costi ridotti, bassi consumi energetici, un abbattimento delle sostanze odorose, un solvente recuperato di alta qualità e una lavorazione sicura.

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Categoria: Depurazione

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