Bonifica dei siti inquinati

Come avviene il processo di bonifica dei siti inquinati

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L’attenzione e la consapevolezza maturata nel corso degli ultimi decenni in materia di inquinamento pongono le imprese, ma anche e soprattutto le istituzioni, di fronte al problema di prevenire nuove forme di inquinamento e contrastare quelle esistenti.

Se è vero si investe da tempo, anche con appositi provvedimenti normativi, sulla riduzione delle emissioni inquinanti e sull’obbligo di dotarsi di sistemi di filtrazione e depurazione, è altrettanto vero che vi una forma di inquinamento derivata da attività antecedenti l’entrata in vigore delle attuali normative (frutto anche di una maggiore conoscenza scientifica e tecnica) o dalle attività industriali che non le rispettano. Tale realtà pone chi ne ha la responsabilità nel dovere di occuparsi della bonifica dei siti inquinati, porzioni di territorio (suolo, sottosuolo e acque sotterranee) nei quali si sono accumulate elevate concentrazioni di inquinanti.

L’attività di bonifica

Il processo di bonifica dei siti inquinanti si rivela indispensabile per diversi scopi. Innanzitutto quello di preservare la salute pubblica e l’ambiente, ma anche quello di restituire a quel territorio le condizioni ideali per un nuovo impiego.

Dal punto di vista prettamente normativo la bonifica è, come riportato nel Decreto Legislativo 152 del 2006,”l’insieme degli interventi atti ad eliminare le fonti di inquinamento/le sostanze inquinanti o a ridurre le concentrazioni delle stesse presenti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee ad un livello inferiore alle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR)/Contaminazione (CSC)”.

Questo processo si avvale di diverse fasi. Tutto parte dalla segnalazione che gli enti locali di competenza ricevono sul potenziale sito da bonificare. I tecnici effettuano un sopralluogo per definirne le caratteristiche e il livello di contaminazione. Quindi si passa alla redazione di un Piano di Caratterizzazione che preveda un protocollo di campionamento e analisi a seguito del quale si procede con lo svolgimento delle analisi r rischio e la predisposizione del Progetto Operativo di Bonifica. Qui vengono indicati gli interventi da effettuare e le tecnologie che verranno applicate per poi procedere alla bonifica vera e propria e la redazione della certificazione finale.

I carboni attivi nel processo di bonifica

Il processo di bonifica dei siti inquinati può avvenire, anche in funzione del tipo di inquinanti da trattare, con diversi sistemi. Molti di questi si avvalgono dell’utilizzo dei carboni attivi, proprio per le loro proprietà e capacità di adsorbimento.

Il carbone attivo si rivela un prezioso alleato nelle attività di bonifica specialmente nei sistemi di risanamento in-situ in quanti hanno costi di gestione minore, una ridotta necessità energetica e un minor impatto sul suolo che può nella maggior parte dei casi tornare a essere utilizzato. Un aspetto decisivo che rende i carboni attivi una delle soluzioni più efficienti è legata alla semplicità degli impianti e alla presenza di una sola tipologia di rifiuti da trattare (tra l’altro possono essere recuperati mediante riattivazione termica).

I carboni attivi utilizzati nei processi di bonifica sono sia quelli granularipellet che in polvere. I primi consentono la rimozione di contaminanti organici nell’aria e nell’acqua, mentre i secondi vengono impiegati per l’immobilizzazione e la stabilizzazione dell’inquinamento.

Oltre all’ampia disponibilità di soluzioni con carboni attivi presenti sul nostro store online è possibile contattarci per ricevere una consulenza professionale adeguata a individuare la tipologia di carbone attivo più adatta all’attività di bonifica che si deve portare avanti.

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